Eurovision a Vienna, la prima semifinale lascia fuori diversi sogni
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Eurovision a Vienna, la prima semifinale lascia fuori diversi sogni

Scopri i dieci paesi qualificati alla finale di Eurovision da Vienna. Analisi della prima semifinale con risultati e classifiche ufficiali.

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La prima semifinale di Eurovision 2026 ha decretato i suoi dieci qualificati alla Grand Final di Vienna: quindici Paesi in gara, dieci biglietti staccati per la finalissima. Tra i nomi annunciati sul palco della Stadthalle figurano Israele, Finlandia e Svezia, le tre delegazioni la cui qualificazione è stata confermata ufficialmente dagli organizzatori e ripresa dalle principali emittenti europee.

Gli altri sette Paesi qualificati completano una rosa eterogenea, con un mix di scuole pop nordiche, proposte mediterranee e ritorni attesi dell’Est Europa.

L’ordine di annuncio, come da regolamento, non riflette la classifica della semifinale: i punteggi completi saranno comunicati soltanto dopo la finale, quando l’EBU pubblicherà lo split tra giuria e televoto. È comunque già chiaro che la qualificazione di Israele rappresenta uno dei dati politicamente più discussi della serata, mentre Svezia e Finlandia confermano la storica solidità del blocco scandinavo. L’Austria ha ereditato l’organizzazione dopo la vittoria della scorsa edizione, e Vienna è stata scelta come città ospitante per capienza, infrastrutture e tradizione musicale: la Wiener Stadthalle ospita le tre serate del contest, due semifinali e la finale.

Artisti nei backstage di Vienna reagiscono ai risultati della votazione della semifinale

La formula resta quella consolidata: due semifinali per selezionare venti Paesi, ai quali si aggiungono in finale i cosiddetti Big Five e la nazione ospitante, per un totale di ventisei finalisti. Il voto è stato espresso dal pubblico dei Paesi partecipanti alla serata e dal cosiddetto “Rest of the World”, secondo lo schema introdotto nelle ultime edizioni per ampliare la base di voto internazionale. Per i cinque Paesi rimasti fuori, la notte di Vienna lascia un retrogusto amaro: settimane di promozione, tour nelle Eurovision Parties europee, investimenti produttivi importanti, tutto archiviato in pochi minuti di busta.

In alcune delegazioni la delusione è stata evidente anche in conferenza stampa, dove qualche artista ha faticato a trattenere la commozione, mentre altri hanno scelto la linea sportiva ringraziando staff e fan. Resta ora l’attesa per la seconda semifinale, che assegnerà gli altri dieci posti per la finale di sabato, quando il quadro completo dei ventisei finalisti sarà finalmente sul palco della Stadthalle e Vienna potrà tirare il fiato.

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