Cozze, controlli e 120 segnalazioni: cosa c’è dietro l’allerta scattata nel Lazio
Cronaca

Cozze, controlli e 120 segnalazioni: cosa c’è dietro l’allerta scattata nel Lazio

Nel Lazio 120 segnalazioni di epatite A nei primi mesi del 2026. Cosa emerge sui controlli, come avviene il contagio, i sintomi e le misure di prevenzione.

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Si tratta dell’epatite A, un’infezione del fegato causata dal virus HAV. I dati del Servizio regionale per l’epidemiologia, la sorveglianza e il controllo delle malattie infettive indicano che l’aumento nel Lazio è associato soprattutto a episodi di trasmissione alimentare e interpersonale.

L’epatite A è contagiosa. Per capire l’epatite A come si prende, occorre guardare alla via oro-fecale: il virus può passare attraverso acqua o cibi contaminati e, in alcuni casi, nei contatti stretti tra persone quando non vengono rispettate le corrette pratiche igieniche. Molluschi come cozze e vongole, se consumati crudi o poco cotti, possono rappresentare un veicolo; lo stesso rischio può riguardare frutta e verdura contaminate e mangiate senza un lavaggio accurato.

Aumento dei casi di epatite A

La domanda sull’epatite A e il sushi ricorre spesso dopo le notizie sui focolai alimentari, ma nei casi laziali il sushi non è stato indicato come alimento coinvolto. Gli accertamenti hanno riguardato in particolare i frutti di mare quindi associare ogni preparazione a base di pesce al focolaio creerebbe quindi confusione. La prevenzione passa dalla provenienza controllata dei prodotti e dalla loro corretta cottura, non da un’etichetta generica attribuita a un singolo piatto.

I sintomi dell’epatite A non arrivano necessariamente subito. L’incubazione può durare da due a sette settimane e all’inizio l’infezione può assomigliare a un’influenza, con nausea, vomito, stanchezza e perdita di appetito. In seguito possono comparire dolore addominale, urine scure, feci chiare e la colorazione giallastra della pelle o della parte bianca degli occhi. Nei bambini piccoli può invece non dare sintomi evidenti.

Per ridurre il rischio di epatite alimentare, le indicazioni pratiche restano lavare con cura frutta e verdura, cuocere adeguatamente i molluschi e lavarsi le mani dopo il bagno e prima di preparare o consumare cibo. In presenza di pelle o occhi gialli, urine scure o disturbi persistenti dopo un pasto a rischio, è opportuno contattare il medico: il lungo intervallo di incubazione rende utile riferire anche ciò che è stato mangiato nelle settimane precedenti.

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