Hantavirus Andes, focolaio sulla nave da crociera: l’allerta arriva in Italia
Focolaio di Hantavirus Andes su una nave da crociera: l'OMS lancia l'allerta. Ecco i rischi per l'Italia, i sintomi e come si trasmette il virus.
I numeri del focolaio sulla MV Hondius parlano chiaro: sette casi complessivi di Hantavirus delle Ande, di cui cinque confermati in laboratorio e due ancora sospetti. È a partire da questa cornice che si sono mosse le autorità sanitarie italiane, allertate attraverso i circuiti internazionali di sorveglianza.
Il volto italiano della vicenda è quello di un ragazzo di 24 anni, residente nella provincia di Napoli, identificato come contatto di un caso confermato di infezione da Hantavirus Andes. Il giovane campano non è l’unico nome sul tavolo dei tracciamenti: in tutto sono quattro le persone poste in quarantena, con i contatti monitorati che convergono anche sulla città di Roma.
Il Ministero della Salute, dopo le segnalazioni ricevute dai circuiti internazionali relative al focolaio collegato alla nave MV Hondius, ha attivato il monitoraggio nazionale ed è in procinto di diramare una circolare specifica indirizzata alle Regioni e alle aziende sanitarie. La valutazione complessiva, tuttavia, è netta: il rischio per l’Italia resta basso.

Si tratta di una rassicurazione che le autorità ripetono come un mantra, pur senza abbassare la guardia sull’attività di sorveglianza dei contatti tornati dai Paesi interessati dall’epidemia.
Ciò che rende speciale, e potenzialmente preoccupante, il ceppo Andes è una caratteristica unica nel panorama degli hantavirus conosciuti: i dati clinici e di laboratorio hanno confermato la sua capacità di trasmettersi da uomo a uomo. Un comportamento che lo distingue da tutte le altre varianti, normalmente legate al contatto con i roditori e incapaci di un contagio interumano.
Proprio questa peculiarità ha spinto gli esperti europei a tenere alta l’attenzione, pur ribadendo che il pericolo per il Vecchio Continente resta, almeno per ora, basso. La densità di contatti necessaria, le caratteristiche epidemiologiche del virus e la rapidità delle misure di isolamento giocano a favore di un contenimento efficace.
Il confronto con un possibile scenario pandemico, evocato da una parte dell’opinione pubblica, viene quindi ridimensionato: gli hantavirus, pur potenzialmente gravi nelle loro forme cardiopolmonari, non possiedono le caratteristiche di diffusione che hanno reso il Covid-19 un evento globale.