Garlasco, la madre di Sempio in lacrime: «Con quello scontrino ho rovinato la vita di Andrea»
La madre di Sempio in lacrime: «Con quello scontrino ho rovinato la vita di Andrea». Il caso Garlasco si riapre e la famiglia è sotto pressione.
A cedere, per prima, è stata la madre. In un momento di sconforto si è lasciata andare a una frase che pesa come un macigno: «Con quello scontrino ho rovinato la vita ad Andrea», ha detto in lacrime, attribuendosi apertamente la responsabilità della situazione in cui versa il figlio. Il riferimento è al celebre scontrino di Vigevano, quello che per anni ha rappresentato la prova principale dell’alibi del ragazzo nel giorno del delitto di Chiara Poggi a Garlasco e che oggi rischia invece di trasformarsi in un boomerang giudiziario.
Il crollo emotivo, riferiscono fonti vicine alla famiglia, non è isolato: nelle settimane precedenti la donna era apparsa in uno stato di panico crescente, schiacciata dal timore che le indagini riaperte potessero travolgere definitivamente il figlio. In una conversazione intercettata con Andrea, lei stessa avrebbe evocato un episodio di tanti anni prima, con quel «se ti capitava a 19 anni…» a cui il figlio risponde laconico: «È successo a 19 anni».

Ma a rendere il quadro ancora più drammatico è la frattura aperta dentro le mura domestiche. Il padre di Andrea, in un’altra conversazione finita agli atti, avrebbe rivolto alla moglie un’accusa diretta e durissima: lo scontrino di Vigevano «l’hai fatto tu». Una frase che, se confermata, suggerirebbe l’ipotesi di una falsificazione del documento utilizzato per giustificare gli spostamenti del figlio nel giorno del delitto. Le implicazioni giudiziarie sono enormi: un alibi costruito su una prova alterata non solo cadrebbe come un castello di carte, ma esporrebbe la famiglia al rischio di nuove contestazioni.
Nel frattempo il figlio, captato dalle microspie, continua a parlare da solo di impronte e DNA, in lunghi soliloqui che gli investigatori stanno analizzando parola per parola. Sul piano mediatico il caso ha già acceso scontri accesi, come quello tra l’avvocato Cataliotti e il giornalista Pino Rinaldi sullo stato emotivo della madre e sul nodo di “Ignoto X”.
A completare il ritratto familiare ci sono le agendine di Andrea Sempio, dove il giovane annotava stati d’animo e preoccupazioni. In uno degli appunti emersi nelle ultime ore si legge il riferimento alla «molta ansia» e alla madre «in panico per la cosa di Stasi», cioè per il riaccendersi del processo che aveva coinvolto Alberto Stasi. Parole che restituiscono il peso psicologico vissuto in casa Sempio già prima della nuova bufera. Un quadro in cui paura, sensi di colpa e accuse incrociate si intrecciano, formando lo sfondo umano di un’inchiesta che, a quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, non smette di produrre scosse.