Bassetti e l’allarme ignorato, l’attacco ai media italiani
Cronaca

Bassetti e l’allarme ignorato, l’attacco ai media italiani

Matteo Bassetti critica la copertura mediatica italiana sull'hantavirus. Scopri l'allarme ignorato e l'attacco ai media nel suo intervento.

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Il medico che ha deciso di rompere gli indugi è Matteo Bassetti, infettivologo e direttore della clinica Malattie infettive del San Martino di Genova. È lui ad aver scelto i social per lanciare l’allarme su quello che definisce un focolaio rilevante di hantavirus a bordo di una nave da crociera. Il tono è quello dello sfogo: «C’è una potenziale epidemia», scrive, «ma in Italia si continua a parlare di Garlasco». Una frase che ha fatto il giro delle redazioni nel giro di poche ore.

Nel suo intervento, Bassetti se la prende apertamente con tutti i media italiani, accusandoli di essere troppo concentrati sul delitto di Chiara Poggi e di ignorare quello che, a suo giudizio, è invece il vero tema sanitario del momento. «Nel mondo ne parlano tutti, in Italia pensiamo a Garlasco», ribadisce, rendendo esplicito il bersaglio della sua polemica. L’attacco non è generico: riguarda la gerarchia delle notizie, la scelta delle aperture, il peso dato alla cronaca nera rispetto a quella sanitaria. La rivelazione è doppia: da un lato il nome dell’infettivologo che ha rotto il silenzio, dall’altro una denuncia mirata contro l’intero sistema dell’informazione italiana.

Confronto tra la copertura mediatica internazionale e italiana dell'epidemia di hantavirus

Dietro le parole, ci sono i numeri. Bassetti individua tre elementi specifici che, a suo dire, rendono la situazione hantavirus particolarmente delicata. Il primo è la letalità: un patogeno che, nelle sue forme più aggressive, può raggiungere percentuali di mortalità elevate, molto superiori a quelle di altri virus respiratori. Il secondo è la variante andina, il ceppo che la letteratura scientifica considera tra i più pericolosi e che è stato chiamato in causa nei casi segnalati.

Il terzo riguarda i passeggeri della nave da crociera: il loro tracciamento, gli spostamenti dopo lo sbarco, la possibilità che il virus si sia già mosso oltre il perimetro iniziale del focolaio. A Mattino Cinque, l’infettivologo ha precisato la sua posizione: «Non è un nuovo Covid», ha detto, «ma anche qui ci sono stati errori». Un’ammissione che ridimensiona i toni più allarmistici, senza però chiudere il caso. La reazione è stata immediata.

A L’Edicola, Bassetti ha chiarito di non volere allarmismi, invitando però a mantenere alta l’attenzione. Il Giornale d’Italia lo ha accusato apertamente di rilanciare l’allarmismo come già fatto in passato per Covid e vaccino, parlando di un presunto «rischio contagio altissimo» rivendicato dall’infettivologo nei suoi interventi. Da una parte la richiesta di prudenza, dall’altra l’accusa di amplificare la paura: è in questa zona grigia che si gioca la credibilità di chi parla di salute pubblica in televisione.

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