Aldo Montano, il messaggio dopo una notte difficile: perché parla di un errore da non sottovalutare
Aldo Montano rassicura dopo lo choc anafilattico avuto a Roma e chiede più attenzione nella gestione delle allergie alimentari nei ristoranti.
La sera del primo luglio Aldo Montano ha avuto uno choc anafilattico dopo aver mangiato in un ristorante di Roma. Allergico alla caseina, aveva comunicato al personale del locale la propria condizione; poco dopo aver consumato il pasto ha accusato una grave reazione allergica.
L’ex campione di scherma è stato portato d’urgenza all’ospedale Santo Spirito in Sassia, dove ha ricevuto l’assistenza necessaria. Ha avuto bisogno di adrenalina, farmaci e cure immediate, quindi ha trascorso la notte in ospedale prima delle dimissioni.

Dopo il ricovero, Montano ha raccontato di essersi trovato di nuovo in pericolo di vita. Il riferimento alla gravità dell’accaduto pesa perché riguarda un elemento che, in una cena, può essere trattato con superficialità: per chi ha un’allergia, una contaminazione o un errore nella preparazione possono bastare a provocare conseguenze molto serie.
Nel messaggio pubblicato dopo le dimissioni, l’atleta ha detto di stare bene e ha ringraziato chi gli è stato vicino con telefonate e messaggi. Ha espresso gratitudine anche al personale del pronto soccorso e ai medici che lo hanno assistito durante le ore più delicate.
Montano ha poi rivolto un appello ai ristoratori e al personale di sala, chiedendo maggiore preparazione nella gestione delle allergie alimentari. La segnalazione di un ingrediente da evitare, ha ricordato, non può essere considerata una preferenza del cliente: richiede verifiche puntuali sulla preparazione, sugli utensili e sul servizio.
Non era la prima volta che affrontava reazioni gravi: nella sua storia ci sono già ricoveri nel 2010 e nel 2021. Dopo l’ultimo episodio, la sua indicazione resta concreta: chi convive con un’allergia deve poter comunicare il rischio senza che quell’avvertimento venga ridotto a una semplice nota sull’ordinazione.