Firenze, la linea 30 e la cabina colpita: perché un pomeriggio di servizio è degenerato
Cronaca

Firenze, la linea 30 e la cabina colpita: perché un pomeriggio di servizio è degenerato

A Firenze un passeggero avrebbe minacciato un’autista della linea 30 e colpito il vetro della cabina dopo alcune corse soppresse. La denuncia della Filt Cgil.

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L’uomo avrebbe colpito ripetutamente il vetro della cabina, tentando di sfondarlo. Alla violenza contro la struttura di protezione si sarebbero aggiunte minacce rivolte direttamente all’autista.

La frase denunciata dalla Filt Cgil è esplicita: «Ringrazia che sei donna e che mi hai risposto gentilmente, sennò oggi ti ammazzavo». Parole che trasformano il disservizio iniziale in un episodio di intimidazione personale, con un riferimento diretto al fatto che la lavoratrice fosse una donna.

Autobus di linea fermo durante il servizio urbano

La conducente sarebbe riuscita a evitare che la situazione degenerasse ulteriormente mantenendo il controllo del mezzo e della conversazione. È un passaggio che pesa nella ricostruzione, perché un autista non può allontanarsi dalla postazione né interrompere in autonomia la tutela dei passeggeri durante una corsa.

Il sindacato chiede che la protezione del personale venga garantita con misure stabili e non affidata alla fortuna o al sangue freddo di chi lavora. La soppressione di alcune corse può creare disagi reali per gli utenti, ma non giustifica insulti, minacce o colpi contro la cabina di guida.

Resta da chiarire se l’episodio sia stato segnalato alle forze dell’ordine e se l’uomo possa essere identificato. La denuncia sindacale colloca però con precisione il fatto sulla linea 30, nel pomeriggio di sabato, dopo una serie di corse cancellate.

Per l’autista, il turno si è chiuso con una minaccia di morte e con il vetro della cabina ripetutamente preso a colpi. È su quella barriera, rimasta fra la lavoratrice e il passeggero, che si è fermata l’escalation.

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