Eurovision a Vienna, la prima semifinale lascia fuori diversi sogni
Scopri i dieci paesi qualificati alla finale di Eurovision da Vienna. Analisi della prima semifinale con risultati e classifiche ufficiali.
Le luci della Wiener Stadthalle si sono spente sull’ultimo applauso, e l’arena è rimasta sospesa. Quindici Paesi sulla rampa, dieci posti disponibili, una busta dopo l’altra a scandire destini diversi. La prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026 è stata questo: una lunga apnea collettiva, vissuta a Vienna e in milioni di salotti europei.
I conduttori hanno scandito i nomi con la cadenza che il format impone, alternando pause teatrali e occhiate verso le delegazioni in green room. Ogni annuncio era un piccolo terremoto: chi saltava in piedi, chi si abbracciava, chi restava immobile. Le telecamere indugiavano sui volti di chi sperava ancora.
Vienna ha riportato l’Eurovision in una città che conosce il rituale, e il pubblico l’ha capito subito. Bandiere, cori, cartelli rivolti agli artisti del cuore: l’atmosfera è quella delle grandi notti del contest.
Non sono mancati i momenti di tensione fuori dal palco. La stagione 2026 si è aperta in un contesto geopolitico delicato, con polemiche accese nelle settimane precedenti e dibattiti sui criteri di partecipazione. Sul palco, però, ha parlato la musica: ballad intimiste, pop esplosivo, numeri in costume costruiti per restare nella memoria.

Dopo le esibizioni, il lungo intervallo delle votazioni ha consegnato la scena a giurie e televoto. La regia ha alternato cartoline sulla città, ospiti e siparietti dei presentatori, ma negli occhi degli artisti era già tutto là: in quelle dieci buste. Qualcuno ripeteva il ritornello, qualcun altro stringeva la mano della delegazione.
Quando sono iniziati gli annunci, ogni nome ha tolto ossigeno ai cinque rimasti fuori. Cinque sogni interrotti, cinque progetti costruiti per mesi che dovranno aspettare. È la legge dell’Eurovision.
La lista dei Paesi che hanno superato il taglio è nella pagina seguente.