Hantavirus Andes, focolaio sulla nave da crociera: l’allerta arriva in Italia
Focolaio di Hantavirus Andes su una nave da crociera: l'OMS lancia l'allerta. Ecco i rischi per l'Italia, i sintomi e come si trasmette il virus.
Il vento gelido dell’Antartide spazza il ponte di una nave da crociera. A bordo, qualcosa di invisibile ha iniziato a circolare prima ancora che gli ormeggi venissero sciolti per il viaggio di ritorno. Quando la notizia raggiunge i corridoi dei ministeri europei, il nome che rimbalza tra i bollettini sanitari è uno solo: Hantavirus.
Il monitoraggio globale si è attivato all’inizio di maggio, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diramato una segnalazione che ha fatto sobbalzare le autorità sanitarie di mezzo continente. A bordo di una nave da crociera in navigazione nell’Atlantico meridionale era stato individuato un focolaio di gravi patologie respiratorie riconducibili a un agente patogeno tutt’altro che sconosciuto agli specialisti, ma raramente protagonista delle cronache europee.

Gli hantavirus, in realtà, convivono con l’uomo da sempre: si conoscono oggi ventitré specie diverse, ospitate prevalentemente da piccoli roditori e diffuse in ogni continente. La maggior parte di esse provoca infezioni circoscritte a chi entra in contatto con escrementi o urine degli animali serbatoio, senza alcuna capacità di passare da una persona all’altra.
Il ceppo identificato sulla nave, però, appartiene a una famiglia con caratteristiche peculiari, capace di accendere allarmi internazionali ben oltre le rotte sudamericane in cui circola abitualmente. Le rassicurazioni degli esperti vanno in una direzione precisa: non siamo di fronte a uno scenario paragonabile alla pandemia di Covid del 2020. Ma il tracciamento dei contatti, partito immediatamente, ha rapidamente varcato i confini italiani.
Tra i contatti tracciati c’è anche un giovane italiano. I dettagli nella seconda pagina.